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[Hardware] Ooma promuove il suo network VoIP abbassando i prezzi, ma resisterà alla crisi?
28 Novembre 2008 - Redazione di Voipping.com
Nonostante le difficoltà riscontrate da Ooma all'inizio del 2008, che hanno portato molti esperti di telefonia VoIP a pensare ad un sostanziale fallimento del progetto della società, la start up americana sembra aver ripreso parte del vigore iniziale.
Una delle ragioni è sicuramente la riduzione del prezzo del box VoIP “Ooma Hub”, vera e propria base hardware su cui si sviluppa la strategia dell'azienda statunitense, inizialmente venduto a 399 dollari e sceso ora a 250 dollari (che grazie a varie offerte VoIP, anche se limitate, è disponibile in questi giorni a 199 dollari, cioè circa 155 euro).
Questo ha portato nuovi utenti nella community Ooma, persone che cercavano nelle chiamate in voice over IP una soluzione per risparmiare ma che probabilmente, fino ad ora, erano indecise sull'acquisto del box proprio a causa del prezzo elevato.
Una spinta non indifferente sembra essere arrivata, in questi ultimi mesi, anche dal lavoro di ricerca e dal conseguente rilascio di nuovi prodotti e servizi, features che hanno portato Ooma a ricevere premi e onorificenze (il CES Innovations 2009 Design and Engineering Award Honoree è arrivato proprio questo novembre) permettendogli, anche a livello di immagine, di fare un ulteriore salto di qualità.
Il sistema su cui si basa Ooma è tanto semplice quanto geniale (pur lasciando qualche dubbio, come avevamo raccontato l'anno scorso), e si basa sullo sviluppo di un network VoIP territoriale nella quale ogni apparecchio hardware (il box “Ooma Hub” da 250 dollari) acquistato dall'utente e collegato ad internet e alla PSTN funziona come un gateway locale che estende la rete e riduce a zero i costi delle lunghe tratte.
Il raggio di ogni apparecchio è di circa 12 miglia (quasi 20 km) e naturalmente, visto che il traffico voce rimbalza da un apparecchio Ooma all'altro terminando la chiamata all'hub più vicino al destinatario, più la diffusione degli apparecchi è capillare e maggiori sono le zone coperte dal servizio.
Il vantaggio è che, dopo la spesa iniziale, gli utenti possono chiamare gratis in voice over IP per sempre (le lunghe tratte vengono bypassate e le chiamate diventano telefonate locali, che negli USA in molti casi sono a costo zero).
Ooma poi, oltre a comprendere nel pacchetto da 250 dollari la segreteria telefonica, prevede anche un servizio per fare chiamate internazionali a tariffe convenienti: per chiamare dagli USA un numero di telefonia fissa in Italia, ad esempio, il costo è di soli due centesimi di euro al minuto (0,027 dollari).
L'idea è senza dubbio buona e si sta sviluppando, grazie anche a nuovi e interessanti optional che Ooma comprende nella versione “Premier” del suo pacchetto VoIP (al prezzo di 100 dollari l'anno) come la funzione multi-linea (per fare più chiamate contemporaneamente con lo stesso hub), la multiconferenza e la deviazione di chiamata su cellulare o su un numero telefonico a scelta.
Resta da vedere se il network, in questi ultimi mesi, si sia ampliato abbastanza da garantire tramite la pubblicità, la conoscenza diretta o il passaparola, almeno un mantenimento degli introiti anche in futuro.
Dopotutto a frenare la diffusione di Ooma è sempre stato il prezzo alto dell'apparecchiatura, e per quanto la società abbia deciso di ridurlo, in questo periodo di crisi globale non saranno in molti gli utenti americani disposti a pagare 250 dollari per far parte di un network non ancora del tutto affermato.
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