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[Varie] Il VoIP nella Pubblica Amministrazione è legge, e Avaya lo analizza al VoIP Day di Roma

10 Giugno 2008 - Redazione di Voipping.com

Il progetto che prevede, tra gli altri, il passaggio dalla telefonia tradizionale a quella via internet nella Pubblica Amministrazione, rientra nell'ambito della vasta campagna di riduzione della spesa pubblica da parte del governo italiano; dopo numerosi studi di fattibilità, Avaya, multinazionale del VoIP già impegnata nel fornire servizi di telefonia via IP agli uffici pubblici, discuterà al VoIP Day di tutti gli aspetti di questo colossale progetto.


La notizia era nell'aria già dallo scorso anno, ed è evidente che un processo di innovazione tecnologica ed una gestione moderna ed industriale della cosa pubblica rappresentino la strada obbligata per mantenere un sistema ampio e strutturato come la PA al passo con i tempi.

Quale modo migliore per risparmiare sulle spese della telefonia dunque, se non indurre gli uffici pubblici ad adottare una tecnologia all'avanguardia ed in continua ascesa come il VoIP?

L'articolo 76 comma 2-bis del DDL AS 1817 della scorsa finanziaria, che prevede l'obbligo per la Pubblica Amministrazione di “utilizzare i servizi Voce tramite protocollo Internet”, non fa che confermare questo comune pensiero.


Il provvedimento sembra avere carattere di urgenza, visto che per i comuni che non si adatteranno sono previsti tagli del 30% sui finanziamenti dedicati ai servizi di comunicazione a decorrere dall'inizio di quest'anno, forse proprio per la necessità impellente di ridurre i costi; la fretta tuttavia potrebbe non consentire un passaggio graduale ad una tecnologia che richiede comunque infrastrutture e conoscenze proprie.

Sono state effettuate analisi e studi sulle tecnologie a disposizione, sono emersi dati ipotetici e stime sul risparmio che il passaggio ad un sistema di comunicazione Voice over IP potrebbe garantire allo Stato Italiano (25 milioni di euro per il 2008, 140 milioni per il 2009 e 286 milioni dal 2010), e sono state prese ad esempio molte realtà aziendali e pubbliche che stanno adottando questa tecnologia già da tempo e con ottimi risultati in termini di efficienza e contenimento dei costi (oltre alla lunga lista di aziende private, il comune di Ancona, dove il VoIP era già in uso prima del decreto legge e quello di Roseto degli Abruzzi, entrato da poco nel mondo delle telefonate via IP).

Tuttavia, un progetto di così ampio respiro, nonostante il fervore che può suscitare negli amanti del VoIP e in generale in tutti coloro che giudicano necessaria la modernizzazione delle Amministrazioni Pubbliche, non deve essere affrontato in maniera semplicistica (basandosi, ad esempio sui singoli successi del VoIP e sulla comune considerazione che il VoIP equivale al risparmio, tralasciando le molteplici e differenti realtà della PA italiana) a causa delle possibili difficoltà che potrebbe presentare in determinate situazioni.

Innanzi tutto l'impossibilità, o comunque la notevole difficoltà di molti comuni di adattarsi ad un sistema di comunicazione che necessità di un collegamento ad internet a banda larga, non disponibile su tutto il territorio italiano. Il CNIPA, Centro Nazionale per l'informatica nella Pubblica Amministrazione, nelle “Linee guida per l’introduzione delle tecnologie wireless nella Pubblica Amministrazione”, presenta studi approfonditi sulle tecnologie a disposizione (tipi di connessioni, reti, servizi come il VoIP o applicazioni wireless come l'RFID) e sulle eventuali difficoltà riscontrabili in alcune aree rurali d'Italia. Certo, alcune falle nella copertura internet possono essere tappate grazie alla connessione WiMax (come accade già in alcune zone dell'Umbria), tuttavia anche questa soluzione potrebbe non essere sufficiente a risolvere il problema in tempi brevi.

Inoltre, mentre la telefonia tradizionale è alla portata di tutti e garantisce la comunicazione anche in caso di blackout, il VoIP passa per la linea internet e potrebbe cadere in caso di problemi di banda o di malfunzionamento della connessione; altre difficoltà potrebbero riguardare, ad esempio, la formazione tecnica del personale, che si troverà all'improvviso a dover utilizzare una tecnologia nuova.

Impostare i PBX, formare il personale o richiedere assistenza tecnica esterna, sono tutte attività che richiedono spese extra rispetto a quelle della semplice comunicazione, spese comunque da considerare in fase di analisi.

Tutti questi, e molti altri, saranno i temi affrontati al VoIP Day di Roma del 19 giugno 2008, dove la società americana Avaya, multinazionale leader nella fornitura di servizi VoIP e fornitore di riferimento per la Pubblica Amministrazione italiana, discuterà con esperti, rappresentanti della PA, docenti e operatori dei vantaggi, degli ostacoli e delle soluzioni legate a questo ambizioso progetto.

Tutti coloro che credono nel VoIP guardano con entusiasmo alla scelta del governo di rinnovare e rendere tecnologicamente avanzati gli uffici pubblici (sebbene la telefonia rappresenti soltanto uno dei settori su cui lavorare), ma allo stesso tempo sperano che tutte le implicazioni vengano studiate con attenzione.

Non perché il progetto risulti azzardato, al contrario; soltanto perché non sia abbandonato in corsa a causa delle problematiche riscontrate e venga invece attuato nella maniera più efficace possibile!




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