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[Software] iPhone chiama. JaJah risponde
6 Luglio 2007 - Redazione di Voipping.com
A pochi giorni dalla uscita ufficiale negli USA di iPhone e in un momento in cui il clamore attorno al nuovo gioiello Apple non accenna a calmarsi, il popolare provider VoIP JaJah non perde tempo e lancia la sua campagna Free.Your.iPhone, che promette notevoli margini di risparmio per i propri utenti.
La sottoscrizione del contratto con la compagnia AT&T, obbligatorio per gli acquirenti di iPhone negli Stati Uniti, ha infatti un piano tarrifario decisamente elevato: 59,99 dollari mensili per un minimo di due anni, ai quali bisogna aggiungere 3,99 dollari al mese per avere la possibilità di effettuare chiamate internazionali, che vengono caricate di ulteriori 23 cent al minuto nel caso in cui il destinatario sia in Europa. Fatti salvi i costi fissi di abbonamento, attraverso l'utilizzo dei servizi JaJah queste stesse telefonate verrebbero a costare 3 cent al minuto, per un risparmio del 90%!
Essendo utilizzabile totalmente via browser e perfettamente compatibile con Safari, integrato di default sull'iPhone, JaJah sembra essere una soluzione ottimale per sfruttare i vantaggi della telefonia IP sull'ultimo prodotto di casa Apple, che come noto non consente di installare applicazioni di terze parti. Per testare i vantaggi promessi da JaJah, gli utenti non devono fare altro che puntare il browser del proprio iPhone verso il sito di JaJah, registrarsi o, nel caso avessero già un account attivo, inserire il proprio username e password ed effettuare una chiamata.
Il funzionamento della chiamata è basato sul sistema Call-Back: una volta selezionato il numero il proprio iPhone inizierà a squillare e si verrà messi in comunicazione con il destinatario. Le chiamate non vengono quindi effettuate usufruendo esclusivamente della banda della connessione mobile, ma si appoggiano su un sistema di richiamata automatica che di fatto utilizza la tradizionale connessione voce in entrata, sfruttando il VoIP a monte del sistema.
Resta ora da vedere se una soluzione simile sarà applicabile anche in Italia, vista la profonda differenza che separa la struttura della nostra rete, prevalentemente UMTS, da quella statunitense basata sul protocollo EDGE.
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